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riflessioni sul convegno

impressioni e spunti a bocce ferme ma a cuore caldo sul convegno internazionale clown

19/10/2014

Si è chiuso da poche ore il convegno internazionale sulla figura del clown in corsia ospitato dall'ospedale Meyer.

Sono stato impegnato per 3 giorni: come "autista" di Michael Christensen (fondatore della clown terapia), come clown all'interno del convegno con gags e sketches per spezzare il ritmo degli interventi e dare vivacità al convegno.

Sono stato intervistato e fotografato da televisioni e giornali.

io ed i miei colleghi davanti al Meyer

Ho conosciuto persone straordinarie: Michael, Morgana, Caroline, Pedro, Gemma ecc...ecc...

Mi sono fatto un'idea sulla situazione del clown ospedaliero in giro per il mondo, sulle ricerche e sulle criticità.

Sicuramente c'è bisogno di questi incontri per confrontarsi, per stabilire delle linee guida, per capire come funzionano le altre realtà.

Durante gli interventi è emersa in maniera chiara e decisa questa "criticità" tipicamente italiana (come ho avuti modo di scoprire confrontandomi con gli altri relatori) delle tante realtà di volontariato che a fronte di una preparazione minima e superficiale si "lanciano" in corsia con lodevole "buon cuore" e volontà ma con pochissimi strumenti e il rischio concreto di fare danni!

Il clown come qualunque altro lavoro si "studia"...per anni...non si improvvisa, e le abilità che servono non sono poche: capacità comiche (altrimenti non ha senso chiamarsi clown), empatiche, relazionali, intuizione, sensibilità, capacità teatrali, musicali, narrative. 


Di tutti gli interventi ascoltati mi restano chiare le parole di Michael Christensen: "il bambino ha diritto ad avere davanti a se' un "professionista" che sappia farlo divertire, che capisca quali sono le varie cose da fare nei diversi momenti dell'intervento, che capisca soprattutto quando è il momento di lasciare la stanza...perche fare il clown in ospedale DEVE essere un servizio che si fa per i bambini, non per se' stessi, per il piacere e il divertimento di mettere un naso rosso!"

E mi restano anche in mente le parole di Laura Vagnoli nel suo ultimo intervento quando ha detto che un no deve essere un no...non ci sono se e ma, quando il bambino non vuole il clown, il clown non entra! Sante parole, il farsi da parte, il mettere in un angolo l'ego e riconoscere che a volte non siamo necessari...che il mondo gira anche senza di noi!!!

Grazie a tutti quelli che sono venuti anche dall'altra parte del Mondo...una ventata di bella energia!!!

http://video.corrierefiorentino.corriere.it/clown-convegno/9f2d9cb0-55e6-11e4-93af-cc456cf53638 (il link ad una delle tante interviste rilasciate in questi giorni)

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